Pigmenti Vegetali
I pigmenti vegetali sono coloranti ottenuti da piante e insetti, gli stessi usati da secoli per tingere tessuti e per la pittura: indaco per il blu, robbia per il rosso, reseda per il giallo e cocciniglia per i rosa e i rossi profondi. Sono più delicati dei pigmenti minerali di fronte alla luce e agli alcali, ma restano la scelta più coerente per chi restaura opere antiche o lavora con tinture naturali tradizionali.
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Coloranti storici da piante e insetti
I pigmenti vegetali arrivano da fonti organiche: la radice della robbia per il rosso, le foglie dell’indaco (o guado) per il blu, i fiori della reseda per il giallo, l’insetto della cocciniglia per rosa e rossi intensi. Sono i coloranti che si trovano in molti tessuti e dipinti antichi, prima della diffusione dei pigmenti minerali e sintetici, e restano richiesti da chi restaura opere d’epoca o cerca una tintura di origine vegetale.
Punti di attenzione nell’uso
Rispetto ai pigmenti minerali e agli ossidi, i pigmenti vegetali sono meno stabili alla luce e più sensibili all’ambiente alcalino: non sono la prima scelta per un intonaco a calce, ma funzionano bene in tempera, acquerello e tintura tessile. Per le tinte calde e coprenti della tradizione murale restano più indicate le terre naturali.
Domande frequenti
I pigmenti vegetali si possono usare sull’intonaco?
In genere no: la maggior parte non resiste bene all’ambiente alcalino della calce e perde colore. Sono più adatti a tempera, acquerello e tinture tessili.
I pigmenti vegetali sbiadiscono con la luce?
Rispetto ai minerali sì, in tempi più brevi: per questo su opere destinate a restare esposte a lungo si preferiscono spesso terre e ossidi.
Posso vedere le tinte dal vivo?
Sì, allo showroom di Verona puoi confrontare i colori su campione.
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