Ossidi
Gli ossidi di ferro sono pigmenti minerali sintetici molto coprenti e stabili nel tempo, resistenti agli alcali e ai raggi UV: per questo sono la scelta più usata per colorare calce, cemento, malte e intonaci. In questa categoria trovi rosso, giallo, nero, arancio e diverse gradazioni di marrone, tutti identificati da una sigla tecnica oltre al nome del colore, utile per riordinare sempre la stessa tonalità.
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Perché si usano gli ossidi di ferro
L’ossido di ferro è un pigmento minerale con un potere colorante alto e costante: a differenza di molte terre naturali, che variano da cava a cava, ogni sigla di ossido garantisce sempre la stessa tonalità. È resistente agli alcali della calce e del cemento e non sbiadisce alla luce, quindi resta il pigmento più affidabile per grassello di calce e per le malte e rasanti colorati in massa.
Come scegliere la tonalità
Rosso e nero coprono la maggior parte dei bruni e dei grigi scuri usati in edilizia; il giallo va spesso miscelato con altri ossidi per ottenere i marroni e gli ocra intermedi. Chi cerca invece le tonalità calde tipiche della tradizione, con più variazione naturale tra lotto e lotto, trova un’alternativa nelle terre naturali, mentre per i blu e i verdi minerali si passa ai pigmenti minerali.
Domande frequenti
Gli ossidi di ferro si possono impastare direttamente nella calce?
Sì, è il loro uso principale: resistono all’ambiente alcalino e non perdono colore nel tempo, a differenza di molti pigmenti organici.
Quanto ossido serve per colorare un intonaco?
In genere tra il 2% e il 5% sul peso del legante, ma conviene sempre fare un campione e valutarlo a secco prima di trattare tutta la parete.
Che differenza c’è tra ossido e terra naturale?
L’ossido è un pigmento sintetico dalla tonalità costante, la terra è estratta da cava e ha micro-variazioni naturali di colore tra un lotto e l’altro.
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